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AGRICOLTURA

Bamboo: un alleato da coltivare

Coltivare il bamboo

Il bambù comprende numerose specie con caratteristiche molto diverse fra loro che lo rende una coltura adatta a gran parte del pianeta, c’è una specie per ogni clima e per ogni uso e la sua velocità di accrescimento lo rendono un ottimo investimento.
Ciò non vuol dire che sia semplice avviare una coltivazione di bambù o che questo cresca forte e vigoroso in ogni terreno.
Il bambù predilige un terreno sciolto limoso e leggermente acido, è quindi importante preparare adeguatamente il suolo adeguando il ph della terra.
Inoltre, soprattutto all’inizio del suo ciclo di vita, il bambù necessità di apporto idrico e quindi di un sistema di irrigazione e di pacciamatura adeguato.
Arrivato a maturazione il bambù provvederà autonomamente alla creazione del suolo che predilige muovendo il terreno con le lunghe radici e aggiungendo continuamente sostanza organica al suolo grazie alle foglie che cadono durante tutto l’anno creando un soffice tappeto vegetale.

Pacciamatura

Pacciamare vuol dire ricoprire i suolo libero attorno alle colture con del materiale, tale pratica facilita la ritenzione dell’acqua nel terreno, e tiene  a bada erbe spontanee e fenomeni erosivi.

Il bamboo è una specie sempre verde, il ricambio di foglie è continuo e copioso tutto l’anno e la biomassa che se ne ricava è resistente ed abbondante, per questo si rivela ottimale per una pacciamatura naturale delle colture che oltre a proteggere il suolo e le piante apporti anche biomassa al terreno.

Strutture green per piante ed umani

Il bambù è un ottimo materiale leggero e pretrattato, resistente e più duraturo delle comuni arundo donax, che può essere impiegato per qualsiasi struttura di cui abbiamo bisogno nell’orto, dalle serre fino alle più classiche strutture per piante rampicanti o che hanno bisogno di appoggio.
La possibilità di essere utilizzato a stecche(canna di bamboo divisa in parti) dà la possibilità di creare facilmente archi ed intrecci di sostegno per pomodori, fagioli o cetrioli ed anche di aumentare la scala di realizzazione costruendo capriate e archi per serre vegetali per agricoltori visionari.

Carbone attivo di bambù, uno fra i biochar più performanti

Uno dei prodotti derivanti dalla pirolisi di biomassa vegetale è il biochar anche detto carbone vegetale.
Molti studi hanno già dimostrato le proprietà ammendanti e fertilizzanti del biochar nel terreno e gli effetti positivi sulle rese agricole (Nishio, 1996; Hoshi, 2001; Lehmann et al., 2003; Yamato et al., 2006; Chan et al., 2007; Rondon et al., 2007, Baronti et al 2010; Vaccari et al. 2011). ed altri ancora hanno provato le qualità del biochar di bamboo date dalla microporosità della struttura del carbone vegetale ottenuto dal bambù (Glaser et al., 2000; Major et al., 2005; Steiner et al., 2007).
Grazie proprio al suo altissimo potere di assorbimento il biochar di bamboo si rivela un potente alleato per immagazzinare nutrienti e risorse idriche e per diminuire le emissioni di N2O dal suolo (Hua et al., 2009), gas ad effetto serra con un Global Warming Potential 296 volte maggiore della CO2 (IPCC, 2001); inoltre il carbone vegetale di bambù ha la capacità di trattenere carbonio all’interno della sua struttura, senza liberare CO2 nell’atmosfera, e opera come purificatore di metalli pesanti nel terreno e come purificatore dell’acqua.

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